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Quici: L’ospedale non è una catena di montaggio e i pazienti non sono pratiche da smaltire. E invece di demonizzare l’intramoenia, sarebbe più utile usarla bene.

Finché non si interverrà sull’appropriatezza delle richieste, sul rafforzamento della sanità territoriale e sull’aumento del personale negli ospedali, nessuna guerra alle liste d’attesa potrà davvero dirsi vinta

Roma, 11 maggio 2026 – La lotta alle liste d’attesa è diventata il mantra politico del momento. E ben venga: se i cittadini riescono ad ottenere visite ed esami in tempi più rapidi, non possiamo che esserne soddisfatti. Il problema è capire come si stanno ottenendo le riduzioni dei tempi di attesa tanto sbandierate. Perché i medici non sono improvvisamente raddoppiati, gli ospedali non si sono magicamente riempiti di personale e i concorsi continuano troppo spesso ad andare deserti. 

Avvio trattative contratto 2025-2027 medici e dirigenti sanitari, CIMO-FESMED: «Proseguire su strada tracciata, no a passi indietro»

Tra le priorità del sindacato: la revisione organica della libera professione, incarichi certi per tutti, tutoraggio remunerato e definizioni chiare della terminologia per garantire un’applicazione uniforme del contratto su tutto il territorio nazionale

Roma, 29 aprile 2026 – Si è concluso il primo incontro tra Aran e le organizzazioni sindacali dei medici e dirigenti sanitari, che segna l’avvio ufficiale delle trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 dell’area sanità.

«La riunione si è svolta in un clima cordiale e costruttivo - dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED - ma abbiamo espresso forti perplessità sull’atto di indirizzo emanato dalle Regioni, che riteniamo particolarmente insidioso. Il riferimento alle persistenti difficoltà nel garantire la copertura dei fabbisogni di personale non deve infatti tradursi in un arretramento rispetto a conquiste importanti ottenute negli ultimi anni, soprattutto in materia di orario di lavoro, attività fuori sede e pronta disponibilità. Per far fronte alle difficoltà di assumere personale non si può, in altre parole, peggiorare le condizioni di lavoro dei dipendenti aumentandone i carichi di lavoro». 

Riforma SSN, audizione CIMO-FESMED al Senato: «Ddl 1825 insufficiente a superare criticità»

Tra le principali problematiche segnalate figurano l’eccessiva genericità della delega al Governo, l’assenza di finanziamenti adeguati, il rischio di frammentazione dell’assistenza con l’introduzione degli ospedali elettivi e le incertezze su risorse umane e sostenibilità organizzativa

Roma, 9 aprile 2026 – Questa mattina la Federazione CIMO-FESMED è stata audita dalla Commissione Affari sociali del Senato sul Ddl n. 1825 relativo alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, esprimendo una valutazione complessivamente critica. Pur riconoscendo l’urgenza di intervenire sull’assetto del Servizio sanitario nazionale, il Presidente CIMO-FESMED Guido Quici ha evidenziato come il provvedimento, nella sua formulazione attuale, non sia in grado di risolvere le principali criticità del sistema. In particolare, è stata sottolineata la persistente frammentazione organizzativa tra ospedale e territorio, pubblico e privato, personale dipendente e convenzionato, che ostacola la continuità assistenziale e penalizza i pazienti. 

Avvio trattative CCNL 2025-2027 medici e dirigenti sanitari, CIMO-FESMED: «Non firmeremo contratti al ribasso»

«Il nostro obiettivo è chiaro: difendere i dirigenti in ogni sede e pretendere il pieno rispetto dei contratti»

Roma, 7 aprile 2026 – Il 29 aprile si aprirà all’Aran la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari, relativo al triennio 2025-2027. Una notizia accolta con favore dalla Federazione CIMO-FESMED, che ringrazia il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, per aver finalmente riallineato i contratti al periodo di riferimento, e il Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, per aver avviato tempestivamente il confronto, senza attendere la firma del CCNL del comparto. È tuttavia su questo punto che si esauriscono le valutazioni positive. CIMO-FESMED esprime infatti forte preoccupazione per l’atto di indirizzo emanato dalle Regioni, che potrebbe preludere a un arretramento della parte normativa del contratto, in particolare sull’orario di lavoro, nel tentativo di sopperire alla carenza di personale. Uno scenario che la Federazione non è disposta ad accettare.

Giornata contro violenza sanitari, CIMO-FESMED lancia campagna “Mani aperte per curare”

Quando le mani che curano devono difendersi, a perdere sono tutti i pazienti. Quici: «Ricostruire l’alleanza tra medico e paziente»

Roma, 11 marzo 2026 – “Mani aperte per curare, non per difendersi o schivare”. È questo il claim scelto dal sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED per la campagna lanciata oggi sui social in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, che si celebra il 12 marzo. “Le mani di un medico, di un infermiere, di un soccorritore sono mani che curano, mani che salvano. Ogni atto di violenza spezza questo legame e mette a rischio la salute di tutti. Ogni gesto è per te. Non fermare queste mani”, ricorda la voce narrante nel video emozionale che accompagna la campagna.

ANAAO ASSOMED e CIMO-FESMED firmano il contratto dell’Area Sanità 2022-2024

In arrivo per 137.000 medici e dirigenti sanitari aumenti dai 322 euro ai 530 euro lordi mensili e arretrati fino a 14.540 euro

Roma, 27 febbraio 2026 – Le organizzazioni sindacali ANAAO-ASSOMED e Federazione CIMO-FESMED hanno firmato questa mattina, presso l’ARAN, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari relativo al triennio 2022-2024. Dopo la pre-intesa siglata lo scorso 18 novembre, si è concluso infatti positivamente l’iter di verifica dell’accordo: il contratto può ora entrare ufficialmente in vigore. In arrivo quindi, per 120.000 medici e 17.000 dirigenti sanitari non medici, aumenti e arretrati, che dovrebbero essere erogati già con le prossime buste paga: gli incrementi retributivi vanno dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica. Gli arretrati invece oscillano tra gli 8.710 euro per gli incarichi professionali iniziali e i 14.540 euro per i direttori di struttura complessa di area chirurgica, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta. 

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