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Contratto medici 2025-2027, CIMO-FESMED: «Pronti a non firmare il pre-accordo»

Quici: «Se si vuole chiudere in autunno non si continui a peggiorare i testi»

Roma, 9 settembre 2026 – L’intenzione di Governo, Regioni e Aran sarebbe quella di chiudere il contratto dei medici e dei dirigenti sanitari 2025-2027 entro l’autunno, “se tutto filerà liscio”. O almeno così il sindacato Federazione CIMO-FESMED apprende dalla stampa. Ma, a giudicare dalle bozze che arrivano al tavolo negoziale, di liscio non sembra esserci proprio nulla. «Anche la nostra intenzione è quella di chiudere il contratto il prima possibile, ma diventa difficile farlo se continuiamo a ricevere bozze di testo peggiori delle precedenti - dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. L’ultimo articolato ricevuto e di cui abbiamo discusso questa mattina in Aran prevede infatti passi indietro inaccettabili. Se questo è il modo in cui si intende accelerare la trattativa, siamo decisamente sulla strada sbagliata». «La trattativa finora è proseguita in un clima positivo e costruttivo, ma se non si cambia rotta su alcuni capitoli del contratto la Federazione CIMO-FESMED è pronta a non firmare il pre-accordo. Non accetteremo che siano i medici a dover pagare il prezzo di un contratto che arretra sul piano normativo e non riconosce adeguatamente il loro lavoro» conclude Quici.

Sanità, la digitalizzazione ostacola l’assistenza. CIMO-FESMED: «Medici ostaggio dei software, così a rischio la sicurezza dei pazienti»

In molti ospedali italiani si registrano continui malfunzionamenti dei sistemi informatici che impediscono ai medici di accedere agli esami dei pazienti, visualizzarne le terapie o registrare le attività, allungando i tempi dell’assistenza e di attesa. Oggi a Trento la protesta dei sanitari

Roma, 1 settembre 2026 - La sanità italiana è ormai ostaggio dell’informatica. Quello che avrebbe dovuto essere uno strumento per semplificare il lavoro dei professionisti e migliorare l’assistenza si sta trasformando, in troppi ospedali, nell’ennesimo ostacolo tra il medico e il paziente. 
Le segnalazioni di sistemi informatici in tilt, software che rallentano o bloccano le attività, dati che scompaiono e cartelle cliniche che diventano improvvisamente inaccessibili sono ormai quotidiane. Non si tratta più di semplici disservizi tecnici, ma di continui malfunzionamenti che impediscono ai medici di accedere agli esami dei pazienti, visualizzarne le terapie o registrare le attività, allungando inevitabilmente i tempi dell’assistenza e, in Pronto soccorso, le attese. Una situazione che sta esasperando il personale sanitario e che proprio questa mattina ha portato medici e professionisti sanitari di Trento a organizzare un’assemblea e un sit-in molto partecipato davanti all’ospedale Santa Chiara, per protestare contro i continui tilt del sistema informatico.

La Federazione Cimo-Fesmed abbandona il tavolo contrattuale

QUICI "poche certezze ma soprattutto dicotomia tra Legge dello Stato e Atto di indirizzo sul finanziamento della specificità medica e sanitaria"

Roma, 23 luglio 2026 - La federazione Cimo-Fesmed ha abbandonato la trattativa contrattuale per palese incongruenza emersa tra quanto stabilito dalla legge di bilancio 2026 e quanto indicato nell'atto di indirizzo al contratto relativamente alle risorse destinate all'incremento della indennità di specificità medica e sanitaria. 

Liste d'attesa, CIMO-FESMED: «Solo il 9% sceglie l'intramoenia. Va rilanciata per rafforzare il SSN e trattenere i medici negli ospedali pubblici»

Quici: «Estendere in tutta Italia il modello della superintramoenia adottato in Lombardia»

Roma, 9 luglio 2026 - Quando i cittadini non riescono ad accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale nei tempi previsti, oltre uno su due (54%) si rivolge alla sanità privata. Solo il 9% sceglie invece l'attività libero-professionale intramoenia (ALPI), mentre il 7% rinuncia del tutto alle cure, anche se secondo l’ISTAT tale percentuale sfiora il 10%. Sono alcuni dei dati più significativi emersi dall'indagine realizzata dall'Istituto Piepoli per conto della FNOMCeO e presentata oggi a Roma. 

Decreto Lavoro, medici sanità privata accreditata senza contratto da 20 anni esclusi dagli aumenti automatici. CIMOP: «Vergogna istituzionale, pronti alla mobilitazione permanente»

CIMOP e CIMO-FESMED chiedono al Senato di correggere la norma e di porre fine a una discriminazione senza senso. Se così non sarà, ci saranno scioperi e ricorsi

Roma, 12 giugno 2026 - La maggioranza di Governo ha scelto ancora una volta di ignorare migliaia di medici dipendenti della sanità privata accreditata, cancellandoli di fatto dal perimetro delle tutele previste dal Decreto Lavoro, adottato dalla Camera dei Deputati, per chi lavora con un contratto nazionale scaduto. Si tratta di una scelta incomprensibile e di una discriminazione inaccettabile, considerato che parliamo di professionisti il cui contratto collettivo è scaduto da oltre vent’anni: una situazione senza eguali nel mondo del lavoro italiano.

Medici ospedalieri nelle Case di Comunità? CIMO-FESMED: «Scelta sbagliata, occorre liberalizzare la professione»

Il sindacato dei medici contro il piano del Veneto di impiegare ospedalieri nelle Case di Comunità per salvare i fondi del PNRR: «Il contratto lo impedisce. Eliminare le incompatibilità previste per i dipendenti del SSN»  

Roma, 3 giugno 2026 – I medici ospedalieri non possono lavorare nelle Case di Comunità. Su questo la posizione della Federazione CIMO-FESMED è netta, fondata sia sul rispetto del contratto nazionale di lavoro sia su evidenti ragioni organizzative e di sostenibilità del sistema sanitario. Per questo motivo, CIMO-FESMED considera inaccettabile che alcune Aziende sanitarie, come quelle di Vicenza e Bassano, chiedano ai medici ospedalieri di lasciare i reparti per coprire turni nelle Case di Comunità: una iniziativa estremamente pericolosa, che potrebbe allargarsi ad altre Regioni.

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